PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN BIRRIFICIO SOCIALE E COMUNALE IN MALNATE

IL PROGETTO IMPRENDITORIALE.
L’idea di creare una realtà produttiva artigianale legata al settore della birra nasce dalla constatazione della crescita di questo settore nel mercato italiano.
Attualmente in Italia si consumano circa 30 litri di birra pro capite anno. Il consumo è lentamente cresciuto nel corso degli ultimi 6/7 anni e, sebbene lontano dai 155 litri pro capite dalla Repubblica Ceca, rappresenta un valore importante, tenuto conto dell’ingombrante presenza del vino come bevanda alcolica che, per tradizione, detiene la maggior quota di mercato.
In particolare la domanda per prodotti artigianali di qualità è cresciuta in modo esponenziale, prova ne è che anche i colossi della birra industriale, come Poretti ad esempio, hanno lanciato delle produzioni più mirate alla qualità ed alla varietàrispetto alla tradizionale “bionda”.
Il mercato di riferimento è rappresentato in buona parte da giovani tra i 18 e i 40 anni, che prediligono una diversificazione dei tipi di birra ed un prodotto più curato, non solo per quanto riguarda il gusto ma anche in dettagli come la bottiglia ed il packaging.
Circa il 30% degli acquirenti legati alla birra artigianale sono inoltre cultori del prodotto e rappresentano la comunità degli Homebrewers, ovvero piccoli produttori casalinghi fai da te.

IL MICROBIRRIFICIO.
Il progetto prevede la creazione di un microbirrificio, ovvero un laboratorio artigianale dove viene prodotta della birra non filtrata e non pastorizzata.
Queste due caratteristiche sono fondamentali sia per diversificazione rispetto alla birra industriale, sempre filtrata e pastorizzata per garantire una shelf life più lunga, sia per una questione di gusto e qualità organolettiche.
La produzione richiede un impianto specifico per effettuare la cotta, dei fermentatori per la maturazione del prodotto e delle linee di imbottigliamento o infustaggio.
Ognuno di questi macchinari può essere più o meno automatizzato influenzando direttamente la quantità di birra prodotta in un anno.
Inoltre occorre una cella frigorifera per la conservazione della birra prodotta fino alla vendita, un locale di conservazione e stoccaggio materie prime ed eventualmente una zona destinata a piccolo bar o degustazione.

PERCHE’ SOCIALE, PERCHE’ COMUNALE.
Sebbene la crescita del mercato abbia portato alla nascita di molteplici birrifici artigianali sul territorio italiano, pochi di loro hanno optato per una deriva sociale della loro attività.
L’idea di base di questo progetto è quella della creazione di una realtà aperta al sociale, dove oltre al lavoro del personale tecnico trovino spazio anche delle categorie svantaggiate che possono essere impiegate per le attività di
imbottigliamento, etichettatura, tappatura e tutte quelle mansioni che non richiedano specifiche competenze tecniche.
Un significativo esempio di questa tipologia di birrificio è il “Vecchia Orsa” di San Giovanni in Persiceto (BO), www.fattoriabilita.it, dove hanno optato per un rapporto di collaborazione con una associazione del posto che si prende cura di ragazzi con la sindrome di Down.
La forma societaria che più risponde a questa tipologia di impresa è la cooperativa sociale di tipo B.
Questo tipo di società a mutualità prevalente tra i soci prevede delle condizioni favorevoli all’impiego di personale in condizioni svantaggiate, oltre ad una quasi totale assenza di tassazione sull’utile di gestione, condizione fondamentale visto che lo scopo finale non è la divisione del guadagno tra i soci ma la creazione di
un fondo per lo sviluppo ulteriore dell’attività stessa e per eventualmente finanziare altre imprese o iniziative a carattere sociale.
Proprio al fine di creare una attività aperta alla partecipazione e all’acquisizione di soci, il birrificio avrebbe carattere Comunale, intendendo con questa definizione un laboratorio aperto, sul modello degli Zoigl della Baviera, dove ogni famiglia può accedere al birrificio e produrre birra per se con l’affiancamento al mastro birraio.
Questa forma di birrificio, attualmente assente in Italia, è molto caldeggiata e richiesta nel mondo degli Homebrewers proprio per il fatto che favorisce un avvicinamento anche ai non appassionati al mondo della birra.
Inoltre permetterebbe di far conoscere ai più giovani un concetto responsabile di consumo di alcool organizzando sessioni di produzione “padre e figlio” o altre forme e modalità.
A questo tipo di produzione avranno interesse a partecipare molti Homebrewers, locali e non, che avranno la possibilità di provare le loro capacità su impianti di tipo professionale.
Ad ogni produttore verrà chiesto di depositare in birrificio la propria ricetta utilizzata e a fine anno verrà votata la migliore produzione che sarà immessa sul mercato con il marchio del birrificio sociale, riportando in etichetta il nome dell’ideatore della ricetta.
In questo modo il birrificio disporrà sempre di nuove ricette testate e di qualità

LA PRIMA FASE…

Nella prima fase del progetto abbiamo deciso di diventare soci della Cooperativa Sociale il Giardino del Sole di Venegono Superiore (vedi pagina dedicata) e di avviare la produzione come ramo d’azienda della cooperativa stessa utilizzando un impianto in conto terzi con nostre ricette.

Nei primi tre anni il progetto prevede la raccolta dei fondi necessari per l’acquisto degli impianti e l’avviamento dell’attività produttiva della birra artigianale a Malnate. L’attività prevede la creazione di posti di lavoro per ragazzi svantaggiati.